Cerlongo

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I cantori del caldone per il loro paese (1977)

“…Dopo qualche prova di assestamento iniziammo lo studio, a sezioni alternate, della nostra prima canzone “Caro ‘l me Tone”, canto banale, solo terze e quinte, del tutto propedeutico ma che a noi parve bellissimo. La sera poi che lo mettemmo assieme e potemmo ascoltare gli accordi delle nostre voci, fummo semplicemente entusiasti. Uscimmo dalla canonica, andammo al bar di Erido e con gli occhi lucidi ed il gotto proteso ed un poco traballante ripetemmo agli astanti, ammirati da tanta bravura, tutte le strofe della canzoncina. Era nato un coro!” (Sante Bardini)
“…e vorremmo risentire, non dimenticati dalle generazioni future certi canti, detti o proverbi nei quali si riassumeva un etica secolare, tutti ispirati ad una modesta saggezza educata da una vecchia povertà e da sperimentata diffidenza, quella “miserabilità” che ci ha accompagnato per secoli. Ora, superata la povertà, niente ci impedisce, e l’amore ci obbliga, a conservare quella saggezza, ad affrontare il futuro con le radici salde nel passato, nel nostro prudente conservatorismo, nella nosta capacità di ridere di noi, nel nostro buon senso, insomma nella nostra identità di Cerlonghesi…” (Antonio Minuti)